Intorno alla Terra non orbitano solo satelliti attivi e la Stazione Spaziale Internazionale: ci sono anche milioni di frammenti di vecchi razzi, satelliti rotti e pezzi di metallo, che sfrecciano a velocità altissime come una nuvola di spazzatura cosmica.
Sessant'anni di missioni lasciano il segno
Da quando lo Sputnik fu lanciato nel 1957, migliaia di razzi e satelliti sono stati mandati in orbita. Molti di questi, una volta esauriti, sono rimasti lassù: stadi di razzi vuoti, satelliti guasti, frammenti di vernice, persino bulloni persi durante riparazioni. Tutto questo insieme si chiama detriti spaziali, o space debris.
Perché anche un bullone può essere pericoloso
In orbita bassa, i detriti viaggiano a velocità di circa 28.000 km/h. A questa velocità, anche un frammento piccolo come un bullone o una scaglia di vernice ha un'energia d'impatto paragonabile a quella di un proiettile sparato da un fucile, capace di forare lo scafo di un satellite o danneggiare gravemente la Stazione Spaziale Internazionale.
Per questo motivo, la ISS deve occasionalmente compiere piccole manovre per evitare frammenti tracciati in rotta di collisione, e gli astronauti si preparano periodicamente a rifugiarsi nelle capsule di emergenza in caso di allarme improvviso per detriti non previsti.
- Sotto controllo da terra
- Può manovrare per evitare collisioni
- Svolge una funzione (comunicazioni, meteo...)
- Tracciato con precisione
- Fuori controllo, alla deriva
- Non può evitare collisioni
- Nessuna funzione, solo
- Molti troppo piccoli per essere tracciati
Cosa si sta facendo per ripulire l'orbita
Diverse agenzie spaziali e aziende private stanno sviluppando missioni sperimentali per rimuovere i detriti più grandi e pericolosi, usando reti, arpioni o bracci robotici per catturarli e farli rientrare in atmosfera, dove bruciano in sicurezza. Nel frattempo, le nuove missioni sono obbligate a rispettare regole più severe per limitare la produzione di nuovi detriti, ad esempio facendo rientrare i satelliti a fine vita invece di abbandonarli in orbita.
Domande frequenti
I detriti spaziali possono cadere sulla Terra?
Occasionalmente sì, ma la maggior parte brucia completamente durante il rientro in atmosfera; solo raramente frammenti più grandi e resistenti raggiungono il suolo, quasi sempre in zone disabitate come gli oceani.
Come vengono tracciati i detriti spaziali?
Principalmente tramite reti di radar e telescopi terrestri che monitorano continuamente le orbite conosciute, condividendo i dati tra agenzie spaziali di tutto il mondo per prevenire collisioni.
La ISS ha mai dovuto evitare un detrito spaziale?
Sì, più volte: la Stazione Spaziale Internazionale ha eseguito diverse manovre di evitamento nel corso degli anni, e in alcune occasioni l'equipaggio si è rifugiato temporaneamente nelle capsule di emergenza per un possibile impatto ravvicinato.
Sintesi finale
Decenni di missioni spaziali hanno lasciato in orbita milioni di frammenti di detriti, che viaggiando a velocità altissime rappresentano un rischio concreto per satelliti attivi e astronauti. Agenzie e aziende stanno sviluppando soluzioni per ripulire l'orbita e prevenire scenari futuri sempre più affollati e pericolosi.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo è basato su risorse divulgative di NASA e ESA (nasa.gov, esa.int) sui detriti spaziali e la loro gestione. Per approfondire: ESA, "Space debris" (esa.int/Space_Safety).