Esiste un piccolo animale, grande meno di un millimetro, che può sopravvivere nel vuoto assoluto dello spazio, resistere a temperature vicine allo zero assoluto e persino a dosi di radiazioni mortali per un essere umano. Non viene da un altro pianeta: vive nel muschio del tuo giardino. Si chiama tardigrado, ed è solo uno dei tanti "estremofili" che stanno cambiando il modo in cui pensiamo alla vita nell'universo.
Vivere dove nessuno pensava fosse possibile
Gli estremofili sono organismi capaci di sopravvivere e persino prosperare in condizioni ambientali che distruggerebbero quasi ogni altra forma di vita conosciuta: temperature bollenti vicine ai 120°C nelle sorgenti idrotermali degli oceani, acqua ghiacciata sotto i poli, livelli di acidità o salinità estremi, o pressioni schiaccianti nelle fosse oceaniche più profonde.
Il loro segreto sono adattamenti biochimici particolari: alcuni batteri producono speciali proteine "antigelo" che impediscono la formazione di cristalli di ghiaccio dannosi nelle loro cellule; altri organismi riescono a riparare rapidamente il proprio DNA danneggiato dalle radiazioni; i tardigradi, in particolare, possono entrare in uno stato chiamato criptobiosi, riducendo quasi a zero la propria attività vitale fino a condizioni migliori.
Cosa insegnano sulla possibilità di vita altrove
Per gli astrobiologi — gli scienziati che studiano la possibile vita extraterrestre — gli estremofili sono importantissimi: dimostrano che la vita non ha bisogno di condizioni "perfette" come quelle della Terra per esistere, ma può adattarsi a ambienti che un tempo sembravano assolutamente ostili.
Questo amplia enormemente i luoghi del sistema solare considerati potenzialmente interessanti per la ricerca di vita: l'oceano ghiacciato di Encelado, la crosta gelata di Europa, o persino le nubi dell'atmosfera di Venere, dove alcuni scienziati ipotizzano condizioni simili a certi ambienti estremi terrestri. Se organismi terrestri possono vivere in condizioni così dure, forse forme di vita semplici potrebbero esistere anche altrove.
- Sopravvive tra circa 0°C e 45°C
- Muore in pochi minuti nel vuoto senza protezione
- Sensibile a dosi moderate di radiazioni
- Non entra mai in stati di vita sospesa
- Sopravvive tra circa −272°C e 150°C
- Resiste giorni nel vuoto spaziale
- Tollera radiazioni centinaia di volte letali per l'uomo
- Può entrare in criptobiosi per anni
Vuoi approfondire l'idea che la vita possa viaggiare nello spazio? Leggi il nostro articolo sulla panspermia.
Domande frequenti
I tardigradi possono vivere permanentemente nello spazio?
No, resistono per periodi limitati grazie alla criptobiosi, ma non potrebbero vivere e riprodursi indefinitamente nel vuoto spaziale senza nessuna protezione: hanno comunque bisogno di condizioni minime per il loro normale ciclo vitale.
Dove si trovano i tardigradi sulla Terra?
Praticamente ovunque: nel muschio, nei licheni, nei sedimenti di laghi e oceani, persino nei ghiacciai. Sono tra gli organismi più diffusi e resistenti del pianeta, nonostante le dimensioni microscopiche.
Gli estremofili potrebbero sopravvivere su Marte?
Alcuni esperimenti hanno testato la resistenza di microrganismi estremofili terrestri a condizioni simulate marziane, con risultati promettenti per alcune specie. Questo alimenta il dibattito scientifico su come proteggere Marte da eventuale contaminazione biologica durante le missioni umane future.
Sintesi finale
Gli estremofili, dai tardigradi ai batteri delle sorgenti bollenti, dimostrano che la vita terrestre è molto più resistente e adattabile di quanto si pensasse fino a pochi decenni fa. Studiandoli, gli scienziati non cercano solo di capire meglio la vita sulla Terra, ma anche di immaginare — con basi scientifiche solide — dove, nel sistema solare e oltre, potrebbero nascondersi forme di vita capaci di prosperare in condizioni che un tempo sembravano impossibili.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo è basato su risorse divulgative di NASA (nasa.gov/astrobiology), ESA (esa.int) e INAF — Istituto Nazionale di Astrofisica (inaf.it).