Raggiungere Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, è sorprendentemente più difficile che andare su Plutone. La sonda BepiColombo ci sta provando, con un viaggio lunghissimo e pieno di manovre acrobatiche.
Un viaggio controintuitivo
La missione BepiColombo, sviluppata insieme dall'Agenzia Spaziale Europea (ESA) e da quella giapponese (JAXA) e lanciata nel 2018, impiegherà oltre sette anni per raggiungere l'orbita di Mercurio, con arrivo previsto nel 2026. Un tempo lunghissimo, se si pensa che la sonda New Horizons ha impiegato "solo" nove anni per arrivare fino a Plutone, molto più lontano.
Nove sorvoli per rallentare
Per "frenare" gradualmente senza consumare quantità impossibili di carburante, BepiColombo sfrutta la gravità di altri pianeti: un sorvolo della Terra, due di Venere e ben sei sorvoli dello stesso Mercurio, prima di riuscire finalmente a entrare stabilmente in orbita. Ogni passaggio ravvicinato usa la gravità del pianeta per rallentare leggermente la sonda.
- Si allontana dal Sole
- Gravità solare in diminuzione
- Viaggio: circa 9 anni
- Si avvicina al Sole
- Gravità solare in aumento
- Viaggio: oltre 7 anni con 9 sorvoli
Cosa studierà una volta arrivata
Una volta in orbita, BepiColombo studierà la composizione della superficie di Mercurio, il suo sorprendente campo magnetico (uno dei pochi pianeti rocciosi ad averne uno significativo oltre alla Terra) e i misteriosi depositi di ghiaccio individuati nei crateri sempre in ombra vicino ai poli, nonostante le temperature diurne del pianeta possano superare i 400 gradi Celsius.
Domande frequenti
BepiColombo è la prima sonda a visitare Mercurio?
No, la sonda Mariner 10 lo sorvolò già negli anni '70 e la missione MESSENGER della NASA orbitò intorno al pianeta dal 2011 al 2015, raccogliendo i primi dati dettagliati sulla sua superficie.
Perché Mercurio ha un campo magnetico se è così piccolo?
È ancora oggetto di studio: gli scienziati ritengono che il nucleo metallico di Mercurio, insolitamente grande rispetto alle dimensioni del pianeta, sia ancora parzialmente liquido e in movimento, generando così il campo magnetico.
Come può esserci ghiaccio su un pianeta così vicino al Sole?
Nei crateri polari che non ricevono mai luce solare diretta, le temperature restano estremamente basse tutto l'anno, permettendo al ghiaccio d'acqua di sopravvivere nonostante il calore estremo del resto del pianeta.
Sintesi finale
La missione BepiColombo, lanciata nel 2018 da ESA e JAXA, sta impiegando oltre sette anni e nove sorvoli planetari per raggiungere Mercurio, un viaggio reso difficile non dalla distanza ma dalla crescente gravità solare da contrastare. Una volta in orbita, studierà da vicino il sorprendente campo magnetico del pianeta e i misteriosi depositi di ghiaccio nei suoi crateri polari sempre in ombra.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo è basato su risorse divulgative dell'Agenzia Spaziale Europea (esa.int) sulla missione BepiColombo. Per approfondire: ESA, "BepiColombo" (esa.int/bepicolombo).