Il Sole non è solo la fonte di luce e calore che rende possibile la vita sulla Terra: è anche una stella turbolenta, capace di scagliare verso di noi nubi di particelle cariche che, nei casi più estremi, possono mettere fuori uso satelliti e reti elettriche intere.
Cosa sono davvero le tempeste solari
Il Sole espelle costantemente un flusso di particelle cariche chiamato vento solare, ma occasionalmente rilascia anche eventi molto più violenti: le espulsioni di massa coronale (CME), enormi bolle di plasma e campo magnetico scagliate nello spazio a milioni di chilometri orari. Quando una di queste nubi è diretta verso la Terra e la colpisce, interagisce con il nostro campo magnetico dando origine a quella che gli scienziati chiamano tempesta geomagnetica, comunemente nota come tempesta solare. Le manifestazioni più belle e innocue di questo fenomeno sono le aurore polari; quelle più intense possono invece avere conseguenze molto concrete sulla tecnologia che usiamo ogni giorno.
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Le tempeste solari più intense possono indurre correnti elettriche anomale nelle linee ad alta tensione, capaci in casi estremi di danneggiare i trasformatori delle reti elettriche e provocare blackout su larga scala, come accaduto nel 1989 quando un evento simile lasciò senza elettricità l'intera provincia canadese del Quebec per circa nove ore. Le tempeste solari intense possono anche disturbare i segnali GPS, rendendo temporaneamente meno precisa la navigazione satellitare, e aumentare il livello di radiazione a cui sono esposti gli astronauti e i passeggeri di voli aerei che sorvolano le regioni polari.
Anche i satelliti sono vulnerabili
I satelliti in orbita sono particolarmente esposti alle tempeste solari, perché privi della protezione dell'atmosfera terrestre. L'aumento improvviso di particelle cariche può danneggiare i loro componenti elettronici, alterarne temporaneamente il funzionamento o, nei casi peggiori, causarne la perdita definitiva. Un caso celebre è quello di febbraio 2022, quando una tempesta solare relativamente moderata ha reso l'atmosfera terrestre leggermente più densa del previsto, aumentando l'attrito su un gruppo di satelliti appena lanciati per la costellazione Starlink e facendone precipitare diversi verso la Terra prima ancora che entrassero in servizio.
- Atmosfera e campo magnetico ci proteggono
- Al massimo, aurore spettacolari da ammirare
- Possibili blackout, come in Quebec nel 1989
- GPS e comunicazioni radio possono essere disturbati
Domande frequenti
Le tempeste solari sono pericolose per le persone sulla Terra?
Per chi si trova sulla superficie terrestre il
Con quale frequenza avvengono tempeste solari molto intense?
Le tempeste solari deboli sono relativamente frequenti, mentre quelle estreme, paragonabili all'evento di Carrington del 1859, sono rare: si stima possano verificarsi mediamente una o due volte ogni secolo, anche se prevederne il momento esatto resta molto difficile.
È possibile prevedere in anticipo una tempesta solare?
Sì, in parte: gli osservatori solari possono individuare un'eruzione nel momento in cui avviene e stimare, in base alla direzione, se colpirà la Terra, dando solitamente da qualche ora a un paio di giorni di preavviso prima dell'arrivo effettivo della nube di particelle.
Sintesi finale
Le tempeste solari nascono da violente espulsioni di plasma e campo magnetico dal Sole, chiamate espulsioni di massa coronale, che interagendo con il campo magnetico terrestre possono creare splendide aurore ma anche danneggiare satelliti, disturbare il GPS e, nei casi più estremi, provocare blackout elettrici su larga scala. Osservatori solari dedicati monitorano costantemente il Sole per fornire un preavviso utile a proteggere le infrastrutture più vulnerabili.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo è basato su risorse divulgative di NASA (nasa.gov) sul meteo spaziale e le tempeste solari. Per approfondire: NASA, "Space Weather" (science.nasa.gov).