Nel 2019 l'umanità ha visto, per la prima volta nella storia, l'ombra di un buco nero. Non una fotografia del buco nero in sé, impossibile per definizione, ma il bagliore del materiale che gli orbita intorno, catturato da una rete di telescopi grande quanto la Terra.
Perché "fotografare" un buco nero è un controsenso
Per definizione, un buco nero non emette alcuna luce: nulla può sfuggire alla sua gravità oltre l'orizzonte degli eventi. Quello che gli scienziati dell'Event Horizon Telescope (EHT) sono riusciti a catturare non è il buco nero stesso, ma la sua "ombra" scura proiettata contro il bagliore incandescente del gas e della polvere che gli orbitano intorno ad altissima velocità.
M87*, il primo buco nero mai "fotografato"
La storica prima immagine, pubblicata il 10 aprile 2019, mostrò l'ombra del buco nero supermassiccio al centro della galassia M87, distante circa 55 milioni di anni luce dalla Terra, con una massa di circa 6,5 miliardi di volte quella del Sole. Nel 2022, lo stesso team pubblicò anche un'immagine di Sagittarius A*, il buco nero al centro della nostra stessa Via Lattea.
- Non emette alcuna luce
- Impossibile da fotografare direttamente
- Regione di gravità estrema
- Il bagliore del gas che gli orbita intorno
- Un'ombra scura al centro di quel bagliore
- Prova visiva indiretta ma potente
Una conferma diretta di Einstein
La forma e le dimensioni dell'ombra osservata corrispondono con precisione sorprendente a quanto previsto dalla teoria della relatività generale di Einstein, formulata oltre un secolo prima che gli strumenti necessari a testarla in modo così diretto potessero anche solo essere immaginati.
Domande frequenti
Perché ci sono voluti così tanti telescopi insieme?
Un buco nero visto dalla Terra appare incredibilmente piccolo nel cielo: servono telescopi sincronizzati sparsi su tutto il pianeta per ottenere una risoluzione sufficiente a distinguerne i dettagli, una tecnica chiamata interferometria.
Quanto tempo ci volle per elaborare l'immagine finale?
Circa due anni di elaborazione dati dopo le osservazioni del 2017, un lavoro complesso che richiese di combinare e verificare i dati raccolti da tutti i telescopi della rete in tutto il mondo.
Ci saranno altre immagini di buchi neri in futuro?
Sì, gli scienziati stanno continuamente migliorando la rete dell'Event Horizon Telescope, con l'obiettivo di ottenere immagini ancora più nitide e persino video in movimento del gas che orbita intorno a questi oggetti estremi.
Sintesi finale
Nel 2019, la rete di telescopi Event Horizon Telescope ha catturato la prima immagine storica dell'ombra di un buco nero, quello al centro della galassia M87, seguita nel 2022 da Sagittarius A* nella nostra Via Lattea. Non una fotografia diretta, impossibile per definizione, ma il bagliore del gas circostante che rivela l'ombra scura del buco nero, confermando con precisione le previsioni della relatività generale di Einstein.
Fonti e approfondimenti
Questo articolo è basato su risorse divulgative di NASA e del progetto Event Horizon Telescope (nasa.gov, eventhorizontelescope.org). Per approfondire: EHT Collaboration, "First Image of a Black Hole" (eventhorizontelescope.org).